Se un adulto mi avesse confrontato in quel momento chiedendomi spiegazioni, chiarimenti, delucidazioni, dubito fortemente sulla mia capacità di darle. Sentivo solo di essere attratto dal mondo dello sconosciuto, dall’interiorità, su che cosa potesse esserci sulla faccia nascosta della luna. Avevo otto anni, quando la maestra a scuola ci spiegò che la luna girava intorno alla terra e noi vedevamo sempre e solo una faccia di quella luna. La mia immaginazione correva allora su quell’altra faccia.

Se di qui c’erano solo mari senz’acqua e crateri senza lapilli, di la cosa c’era? Foreste? Ruscelli dalle acque cristalline? Insomma, un giardino segreto che la signora Luna teneva solo per sé. Complici le letture adolescenziali, fui preso per mano e portato a scrutare l’essere umano. E non per cercare le certezze, ma le mille domande che questo suscitava. Chi siamo? Uno? Nessuno? Centomila? Ecco è così che sono diventato psicoterapeuta. Per curiosità. Solo dopo ho imparato che la curiosità è parente stretto dell’Amore.