Visto che oggi, almeno in questa parte del mondo, i bisogni materiali nei nostri figli sono sufficientemente assicurati, qual è il compito dei genitori?

Tutti ormai abbiamo sentito parlare di “intelligenza emotiva” e di come si sia riscontrato che nel determinare il successo, inteso come capacità di raggiungere i propri obbiettivi nella vita, sia determinante la capacità di padroneggiare e gestire le proprie emozioni e sentimenti. Questa è una abilità che s’impara. Per poterla imparare ci vuole qualcuno che ce la insegni. Principalmente questo è un compito dei genitori. I bambini ci guardano e imparano. Non solo per quello che diciamo e agiamo direttamente con loro, ma anche per quale modello offriamo, come agiamo i nostri sentimenti, come ci comportiamo col partner.

Mi è capitato una volta di trovarmi in una scuola materna (ma questo è solo uno dei tantissimi esempi che potrei fare), all’ora in cui i genitori venivano a prendere i loro figli.

Vedo questa madre (laureata , libero professionista) che sta parlando amabilmente con la maestra nel salone quando, voltandosi, vede il proprio figlio che si sta arrampicando su una struttura di legno. A quel punto urla (il salone era affollato) : “brutto deficiente di uno, scendi subito che dobbiamo andare….. Hai capito! Scendi che se vengo lì te le suono!”. Il bambino non fa neanche un plissè e continua a giocare. La madre scuote la testa e riprende amabilmente a parlare con la maestra. (Sob!)

Ammettiamolo, ci sono genitori che sono insegnanti di talento e altri che sono un vero disastro.  Tra questi estremi c’è una moltitudine.

Figli nasciamo ma genitori diventiamo. E quando diventiamo genitori è inevitabile che si faccia riferimento, nel bene e nel male ai nostri genitori.

Sicuramente avranno fatto il loro possibile ma se abbiamo la necessità di imparare cose nuove dovremo rivolgerci a buoni maestri di vita.

Avete presente le filastrocche di Gianni Rodari?